In occasione del centenario dell’Associazione Alessandro Scarlatti, una grande mostra, ospitata presso il Museo Pignatelli, ne racconta l’attività e ne mette in luce l’ininterrotta sintonia con la città di Napoli, con le sue paure, il suo coraggio, la sua rabbia, il suo entusiasmo, la sua storia.

Il progetto

In un contrappunto tra storia sociale e musica – che attinge alla grande letteratura, alle arti visive, al cinema e alla drammaturgia – il progetto espositivo Napoli, musica ininterrotta dà corpo all’idea che la musica sia governo e organizzazione del vivere civile, patrimonio immateriale della città, strumento per la definizione della comunità intorno a valori e a comportamenti che ne delineano l’identità. Al cuore del progetto ritroviamo le parole e le azioni di una protagonista del Novecento napoletano, Emilia Gubitosi, che, con Maria De Sanna, Salvatore di Giacomo e tanti altri uomini e donne di cultura, seppe trasformare in realtà un “sogno autunnale”: formare un coro per eseguire i capolavori antichi e farli conoscere e amare al pubblico della città. Nasce così l’Associazione Alessandro Scarlatti, con lo scopo di educare all’ascolto e trasmettere attraverso la musica i valori di rispetto e convivenza.

Il percorso di mostra

Piano terra

Il percorso di mostra al pianterreno del Museo Pignatelli si snoda attraverso l’Appartamento Storico, integrandosi con l’arredo dei diversi ambienti della Villa. Alcuni “oggetti narranti”, realizzati grazie alla collaborazione con il MAV-Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, si animano per presentare al visitatore i 100 anni dell’Associazione Alessandro Scarlatti incastonati nella storia sociale e culturale della città.
Passando dal Vestibolo d’ingresso, si accede al Salotto Rosso, che conserva le decorazioni commissionate da Carl Mayer von Rothschild negli anni ’50 dell’Ottocento a Gaetano Genovese: qui, un clavicembalo creato su progetto del maestro Nicola Rubertelli racchiude un paesaggio napoletano che prende vita per rivelare la storia d‘o principino, un bambino della borghesia cittadina che un giorno d’estate del 1955 scopre la musica diventando allievo di Emilia Gubitosi. Il breve video introduce così i visitatori nei “100 anni di passione e di idee” raccontati dalla mostra Napoli, musica ininterrotta.

L’itinerario prosegue entrando a sinistra nel Salotto Azzurro, dove la  Principessa Rosina, sposa di Diego Aragona Pignatelli Cortes e ultima proprietaria della Villa, era solita accogliere i propri ospiti. Qui al pianoforte originale si affianca un piccolo mobile leggìo contenente uno spartito orchestrale dove a ogni rigo del pentagramma corrisponde un piano spaziale e a ogni nota è affidata una riflessione: viene così restituita la storia dell’Associazione con le sue attività, i suoi ritratti, i suoi ospiti e i suoi successi, seguendone l’evoluzione nella complessa cornice della società napoletana dagli inizi del ‘900 fino ai nostri giorni e alla luce degli avvenimenti che hanno segnato la storia d’Italia.

Completano l’itinerario tracciato dagli “oggetti narranti” due leggìi da orchestra posti all’interno del Salotto Verde, ambiente di raccordo tra la Sala da pranzo e la Biblioteca, in cui è possibile scorgere due quadri raffiguranti Alessandro Scarlatti.

Il percorso di mostra prosegue poi al piano interrato della Villa, accessibile attraverso il Vestibolo d’ingresso.

Seminterrato

In occasione della mostra, il seminterrato di Villa Pignatelli si trasforma in un percorso immersivo, itinerario ideale tra reale e fantastico: sala dopo sala, si rivela al pubblico un mondo scandito da note e parole, da luci e memorie, popolato da frammenti di scenografie teatrali e da immagini che danno corpo e storia alla musica di una città.
Un vero e proprio inno alla musica come componente essenziale del viver civile, che si apre con una pioggia di note, ricordando la nascita dell’Associazione attraverso un brano musicale diretto da Franco Michele Napolitano e da Emilia Gubitosi, e al contempo evocando quell’equilibrio tra vita e arte che caratterizza la nostra terra, simbolicamente rappresentato dall’immagine del giocatore, proveniente dall’Archivio Troncone, e dalla riproduzione di un’opera senza volto e senza tempo del maestro Mimmo Jodice (Fucens, 2008).

Il percorso prosegue tra oggetti d’epoca e elementi di scenografia, originali o realizzati su progetto del maestro Nicola Rubertelli: tracce, tasselli, capitoli di un racconto che il visitatore è invitato a ricostruire.
Le sale centrali della mostra restituiscono 100 anni di vita e di storia della Scarlatti attraverso una pluralità di contributi, di sguardi e di idee, che il pubblico può ascoltare dalla voce di testimoni illustri o rivivere attraverso i percorsi tracciati da Renato Bossa, Pierpaolo De Martino, Chiara Eminente, Tommaso Rossi, Daniela Tortora e Stefano Valanzuolo.
Nel mezzo, a simboleggiare la rivoluzione che si compie con e attraverso l’arte, il teatrino picassiano progettato da Rubertelli, con la riproduzione del celeberrimo sipario di Parade, balletto con musica di Erik Satie su testo di Jean Cocteau e coreografia di Léonide Massine, che fu rappresentato per la prima volta dai Balletti Russi di Sergej Djagilev nel 1917 al Théâtre du  Châtelet di Parigi.
Un boccascena picassiano ci introduce poi nella sala dedicata a Emilia Gubitosi, che incontriamo come giovane e risoluta protagonista del film Il sogno autunnale. Sarà proprio la Gubitosi a invitarci a proseguire lungo il cammino tracciato dall’Associazione con la stessa passione e caparbietà, senza mai smettere di guardare al futuro. È per questo che l’ultima sala si rivolge ai bambini, giovani protagonisti di tanti progetti ed attività che contribuiscono a creare oggi la musica di domani.

Tra questi, Canta, suona e cammina, ideato e promosso dal 2014 dalla Regione Campania e dalla Curia Arcivescovile di Napoli, in collaborazione con la Scabec e la Fondazione Fare Chiesa e Città: un’esperienza formativa unica, che coinvolge oltre 350 ragazzi di Napoli e provincia, trasformando la musica in un’occasione di incontro, confronto e valorizzazione delle differenze.